Vai nel Pensiero Libero
lunedì, 09 novembre 2009


Figgh’, figgh’ u mìj nà tì nì scì…


U sàcc’ cà nang’ aggh’j fatt’ niènt’ pì tì fa rimanì


 Ma tù nà ti nì scì lo stess…


…ci ti n’ vì…, nà stà luntan’ assè…


j vid’ ci tuèrn’ sub’t!


Jì ti spett’ anzièm’ o castièdd’…,


…cà cì ti putèv’ parlà, pur jìdd’…


…com’ a mmè t'er adisc “ nà ti n’ scì…”


…ma ci ti ni vì, piènz’ semp a mmè!


Ca stòc’ a cqua sobb’ a stà cullin’


Pì vèd’ luntan’, luntan’ cù li uècch’ du pinzièr…


…ù pinzièr a quann’  tù a turnà.


traduzione:


figlio, figlio mio non te ne andare...


lo so che non ho fatto niente per farti rimanere


ma tu non te ne andare lo stesso...


...se te ne vai, non stare lontano assai...


...e vedi di tornare subito.


io ti apetto insieme al castello...


...che se ti poteva parlare , pure lui ti direbbe  "non te ne andare"


  ma se te ne vai, pensa sempre a mè...


che sto sopra questa collina...


per vedere lontano, lontano con gli occhi del pensiero...


il pensiero a quando tu tornerai .

postato da: johnnysi alle ore novembre 09, 2009 18:51 | Permalink | commenti (4)
categoria:poesia, emigrante, ceglie messapica
venerdì, 06 novembre 2009



Erano dei bravi ragazzi….


 


A sentir parlare tutti i loro conoscenti sembra che quello che hanno fatto non è cosa che loro potevano fare, ma purtroppo quei bravi ragazzi vanno in giro per la città sempre più annoiati e non sanno cosa inventarsi per ammazzare la noia, qualcuno pensa che le panchine dei parchi pubblici son di loro proprietà e si sentono in diritto di romperle o di devastarle in tutti i modi, altri vanno in giro con delle molotov e danno fuoco alle auto, mentre ci son altri che distruggono le sale d’attese delle nelle stazioni ed altri ancora presi dalla desolazione delle loro teste vuote partono armati di benzina per dare fuoco a qualche povero disgraziato che si era illuso di venire in Italia per mettere fine alla sua miseria…. Mentre altri armati di armi “giocattolo” ma che fanno male come delle armi vere si divertono a giocare al far-ewest


 


Ma tutto sommato son dei bravi ragazzi!!! Talmente bravi che ti fanno ubriacare una ragazzina per poi violentarla in gruppo…!!! Se si và a chiedere ai loro genitori come mai i loro bambini si comportano in questo modo, vi accorgerete che i loro figli son dei bravi ragazzi che si son trovati nel branco e non hanno saputo dire di no alle nefandezze che si accingevano a fare, presi uno per uno son tutti dei bravi ragazzi!!!


Anche quelli dei sassi dei cavalcavia erano dei bravi ragazzi!!! Anche quelli che han dato fuoco a Sidh nella stazione di Nettuno erano dei bravi ragazzi!!! Son tutti còre è mamm’ e papà!!! La colpa se c’è una colpa non è dei bravi ragazzi ma bensì di Elisabetta Berdini che è passata proprio in quel momento in cui le teste vuote di Tortona lanciavano i sassi dal cavalcavia!!! Come anche per quel povero indiano che dormiva al freddo…!!! Han pensato bene di riscaldarlo con una tanica di benzina!!! E si cosa volete che sia son sempre dei bravi ragazzi!!!


 


Il cattivo esempio lo dà la società!!! Si signore…!!! Quando a degli stupratori dopo ventiquattrore gli si danno gli arresti domiciliari, come anche a bravi ragazzi di Rimini anche loro agli arresti domiciliari!!! Il segnale che si dà a questi bravi ragazzi è che in fin dei conti non è così grave quello che hanno fatto e li premiamo con una pena all’acqua di rose magari colpevolizzando le vittime!!!  E magari come quel sindaco di quel paese dove una ragazzina è stata violentata in gruppo, si è offerto di pagare le spese legali… occhio!! Non alla vittima ma bensì ai carnefici!!! La colpa e delle bambina che per sua disgrazia è incappata in dei bravi ragazzi!!!


 


Intanto le vittime e le loro famiglie vivono in un inferno tale che la morte sembrerebbe una  liberazione da tale orrore!!!


 


Eppure qualcuno continuerà a dire che erano dei bravi ragazzi….!!!


 


Eppure qualcuno ci crede ancora nella giustizia…!!! Ma quale giustizia si può dare a una bambina/o che gli hanno rovinato l’esistenza?! Quale giustizia si può dare ad una madre che si è visto massacrare di botte un figlio di 31 anni?!! E quale giustizia si può dare ai parenti delle vittime della strada ammazzati da dei balordi che non hanno nessun valore della vita che per provare nuove emozioni si stordiscono con alcol e droghe per poi mettersi al volante?!!


 


Può la giustizia ridarti la serenità di una vita rovinata?! Può far resuscitare un povero ragazzo incappato per uno sbaglio di 20 grammi di erba nelle mani di gente senza scrupoli che si fa forza di una divisa per sfogare le loro debolezze?!!


 


Ma alla fine anche loro… per le loro mamme, per i loro parenti, per i loro amici e conoscenti… alla fin fine son solo dei bravi ragazzi…..!!!! 

postato da: johnnysi alle ore novembre 06, 2009 22:09 | Permalink | commenti
categoria:bravi ragazzi, liberta, attualità, società
lunedì, 26 ottobre 2009

Da un pò di tempo seguo con interesse un nuovo sito dove si riflettono gli argomenti quotidiani senza tanto clamore con la calma di chi vuol capire, tra i curatori di questo sito c'è un vecchio amico della sinistra che è stato anche sindaco di Torino , un signore degno di essere chiamato tale, al contrario di tanti cialtroni che purtroppo ultimamente cavalcano l'onda  dellle cronache attuali, purtroppo signori di questa caratura nè nascono sempre meno e come diceva Totò " signori si nasce" e non è solo un modo di dire...  In occasione del 25 Ottobre sul sito in oggetto vi è proprio un intervento (che riporto integralmente) di questo signore "Diego Novelli" che vorrei porre all'attenzione di chi mi viene a visitare i quali ringrazio vivamente  per la loro attenzione.  http://www.nuovasocieta.it/editoriali/2934-dn.html 











di Diego Novelli




Siamo stati (e lo siamo tuttora, augurandoci di non doverlo essere più di tanto nel futuro) molto critici nei confronti del gruppo dirigente del Pd, per il modo come sono giunti alla costituzione del nuovo partito; per aver sciaguratamente liquidato la bella esperienza dell'Ulivo (che portò alla vittoria elettorale, sia pure di stretta misura nel 2006) anziché rafforzarla; per il verticismo e l'autoreferenziabilità praticati costantemente; per la mancanza di coesione conseguenza diretta della mancanza di una linea politica chiara, coerente e comprensibile; per il distacco dimostrato troppo spesso dai problemi reali dei cittadini previlegiando la politica-spettacolo "coupe de theatre"; per la disinvoltura (che in molti casi denuncia non solo spregiudicatezza ma anche, purtroppo, cinismo) per ora solo annunciata, con cui alcuni dirigenti sarebbero disponibili sul piano delle alleanze (si pensi a Valle di Susa e Veneto); per la rincorsa ad un fasullo nuovismo e l'elenco potrebbe continuare.


Ma domenica 25 ottobre è avvenuto in Italia un fatto di rilevante importanza per la vita democratica del paese: oltre tre milioni di persone, uomini, donne, giovani e anziani hanno accolto l'appello del Partito democratico e si sono recati ai seggi (sottoponendosi nella stragrande maggioranza dei casi a lunghe code d'attesa) per la scelta dei segretari nazionale e regionali.



Ma il significato, il valore di quella folla va ben oltre a fine del voto espresso tra l'altro, in base ad uno statuto bislacco (che andrebbe cambiato al più presto).



È stata una dimostrazione di civile partecipazione alla vita del Paese, in un momento di particolare gravità soprattutto per la tenuta del tessuto democratico. Un flop di questa importante iniziativa avrebbe assunto un significato disastroso, non solo per il Pd. Avrebbe lasciato campo libero alle scorribande dei peggiori governanti che l'Italia ha avuto dopo il fascismo, capitanati dall'uomo più ricco e prepotente della nazione, corrotto e corruttore, disposto per la scarsa dimestichezza che ha con la democrazia alle più malfamanti avventure politiche pure di rimanere in sella.



Per Berlusconi (come ha più volte detto pubblicamente) coloro che non la pensano come lui sono dei coglioni.



Ebbene, domenica 25 ottobre è stato eretto un muro di tre milioni di coglioni, che hanno detto anche per conto di tanti altri italiani che non votano Pd (pure questi coglioni) che i disegni eversivi del Cavaliere non passeranno.



Auguri a Bersani.



Sulle sue spalle gravano da oggi grosse responsabilità. Non è il tipo da montarsi la testa e da considerarsi l'uomo solo al comando. La sua lunga esperienza politica dovrebbe essere una garanzia, soprattutto nei confronti del pericolo dell'autosufficienza praticata dai predecessori, che molti guasti ha prodotto.



Unità del partito per una politica di grande respiro, non demagogica, in positivo, chiaramente di opposizione al berlusconismo, che abbia come primario punto di riferimento le esigenze dei cittadini, in particolar modo delle fasce più deboli e le loro aspirazioni, nel pieno rispetto della Carta Costituzionale, l'unico reale programma politico da attuare.

postato da: johnnysi alle ore ottobre 26, 2009 18:10 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 23 agosto 2009
73


 


73...

20/8/2009 (14:22) - LA TRAGEDIA

"I nostri 73 compagni morti in mare"(titolo tratto da LA STAMPA)


Settantatre, per alcuni è solo un numero, uno dei tanti numeri che ci vengono sparati dai media giornalmente nelle nostre case, ma per i protagonisti rappresenta una terribile tragedia ! Solo in cinque se né son salvati, mentre gli altri 73 sono annegati o morti di stenti per poter raggiungere un futuro migliore. 73, avvistati alla deriva che nessuno ha voluto aiutare, senza sapere niente di loro, erano solo dei clandestini che scappavano dalla fame e dalla guerra che tormenta i loro paesi. 73, tra donne, uomini e bambini che avevano una sola colpa, quella di essere nati nel posto sbagliato di questa terra colonizzata dai potenti e dalle false ideologie. 73, cittadini del mondo che chiedevano un futuro migliore e che non era certo una morte terribile, tra l'indifferenza di tutto il mondo cosidetto civile!!.


Qualcuno ormai al posto del cuore ha una pietra, qualcuno che si ferma solo di fronte al numero 73..., 73 clandestini, 73 maomao, 73 musi neri  che non hanno diritto a stare nella Padania, la terra promessa dai vari spot pubblicitari ove tutto è permesso, tranne essere clandestino!!! 73…, 73… quanti di questi 73 continueranno a rappresentare un numero, solo un numero e non degli esseri umani a cui dare accoglienza, un sorso d’acqua, un pezzo di pane…, una parola di conforto... dov’è finita la parabola del buon samaritano…! Arriverà il giorno in cui si dovrà rendere conto di questo operato, verrà il giorno che qualcuno ti chiederà cosa hai fatto per lenire le sofferenze dei tuoi fratelli…


Come non cattolico, spero che quel giorno arrivi presto… come credente son sicuro che arriverà e non ci si potrà nascondere dietro ad un numero, 73....

postato da: johnnysi alle ore agosto 23, 2009 22:03 | Permalink | commenti (2)
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domenica, 02 agosto 2009




In memoria delle vittime di una strage la quale non si sanno ancora i mandanti...


BOLOGNA, 02 AGOSTO 1980




Il due agosto del 1980, una lapide in memoria di:

Antonella Ceci, anni 19,Angela Marino, anni 23, Leo Luca Marino, anni 24, Domenica Marino, anni 26, Errica Frigerio In Diomede Fresa, anni 57, Vito Diomede Fresa, anni 62, Cesare Francesco Diomede Fresa, anni 14, Anna Maria Bosio In Mauri, anni 28, Carlo Mauri, anni 32, Luca Mauri, anni 6, Eckhardt Mader, anni 14, Margret Rohrs In Mader, anni 39, Kai Mader, anni 8, Sonia Burri, anni 7, Patrizia Messineo, anni 18, Silvana Serravalli In Barbera, anni 34, Manuela Gallon, anni 11, Natalia Agostini In Gallon, anni 40, Marina Antonella Trolese, anni 16 , Anna Maria Salvagnini In Trolese, anni 51, Roberto De Marchi, anni 21, Elisabetta Manea Ved. De Marchi, anni 60, Eleonora Geraci In Vaccaro, anni 46, Vittorio Vaccaro, anni 24, Velia Carli In Lauro, anni 50, Salvatore Lauro, anni 57, Paolo Zecchi, anni 23, Viviana Bugamelli In Zecchi, anni 23, Catherine Helen Mitchell, anni 22, John Andrew Kolpinski, anni 22, Angela Fresu, anni 3, Maria Fresu, anni 24, Loredana Molina In Sacrati, anni 44, Angelica Tarsi, anni 72, Katia Bertasi, anni 34, Mirella Fornasari, anni 36, Euridia Bergianti, anni 49, Nilla Natali, anni 25, Franca Dall'olio, anni 20, Rita Verde, anni 23, Flavia Casadei, anni 18, Giuseppe Patruno, anni 18, Rossella Marceddu, anni 19, Davide Caprioli, anni 20, Vito Ales, anni 20, Iwao Sekiguchi, anni 20, Brigitte Drouhard, anni 21, Roberto Procelli, anni 21, Mauro Alganon, anni 22, Maria Angela Marangon, anni 22, Verdiana Bivona, anni 22, Francesco Gomez Martinez, anni 23, Mauro Di Vittorio, anni 24, Sergio Secci, anni 24, Roberto Gaiola, anni 25, Angelo Priore, anni 26, Onofrio Zappala', anni 27, Pio Carmine Remollino, anni 31, Gaetano Roda, anni 31, Antonino Di Paola, anni 32, Mirco Castellaro, anni 33, Nazzareno Basso, anni 33, Vincenzo Petteni, anni 34, Salvatore Seminara, anni 34, Carla Gozzi, anni 36, Umberto Lugli, anni 38, Fausto Venturi, anni 38, Argeo Bonora, anni 42 Francesco Betti, anni 44, Mario Sica, anni 44, Pier Francesco Laurenti, anni 44, Paolino Bianchi, anni 50, Vincenzina Sala In Zanetti, anni 50, Berta Ebner, anni 50, Vincenzo Lanconelli, anni 51, Lina Ferretti In Mannocci, anni 53, Romeo Ruozi, anni 54, Amorveno Marzagalli, anni 54, Antonio Francesco Lascala, anni 56, Rosina Barbaro In Montani, anni 58, Irene Breton In Boudouban, anni 61, Pietro Galassi, anni 66, Lidia Olla In Cardillo, anni 67, Maria Idria Avati, anni 80, Antonio Montanari, anni 86.

postato da: johnnysi alle ore agosto 02, 2009 19:32 | Permalink | commenti
categoria:bologna, storia, liberta, 02 agosto 1980
mercoledì, 29 luglio 2009


Dove non c'è libertà di stampa... non c'è liberta. Gli Italiani devono stare solo un po attenti,un pò alla volta si accorgeranno di essere sempre meno liberi e quando se nè accorgeranno sarà troppo tardi!. La libertà non è star sopra un albero, non è  uno stato libero, non è nemmeno un volo di gabbiani, la libertà è partecipazione... (come aveva ragione G.G.!!)


Italia – Rapporto mondiale sulla libertà di stampa 2009




[Reporters sans frontières]


44 su 173 nell’ultima classifica mondiale




  • Superficie : 301 340 km2

  • Popolazione: 59 500 000

  • Lingua: italiano

  • Capo del governo: Silvio Berlusconi



Tra un progetto di riforma liberticida e le minacce della mafia, la situazione della libertà di stampa in Italia preoccupa sempre più i vicini europei. L’influenza delle organizzazioni mafiose sul settore dei media si rinforza e obbliga una gran parte dei giornalisti alla prudenza. Il ritorno al potere di Silvio Berlusconi pone nuovamente la questione dell’accentramento dei media audiovisivi e del loro controllo da parte del potere esecutivo. Le riforme legislative intraprese riguardo alla pubblicazione di certi atti processuali costituiscono inoltre un’evoluzione incompatibile con gli standard democratici dell’Unione europea.


I giornalisti che indagano sulle attività mafiose e la criminalità organizzata, in particolare nel sud della penisola, lo fanno sempre a loro rischio e pericolo. Una decina di loro (tra cui Roberto Saviano, Lirio Abbate, Rosanna Capacchione, ecc.) vive ancora sotto scorta. Un fenomeno che tocca oggi anche il mondo dello sport, dove numerosi giornalisti calcistici sono vittime di minacce da parte di gruppi di tifosi violenti, che si esprimono sempre più spesso negli stadi con canti e striscioni.


I mezzi di ritorsione contro la stampa sono diversi: automobili o porte di casa incediate, lettere di minaccia, pressioni sulle famiglie, questi sono i “consigli” dati a coloro che si ostinano a denunciare il cattivo funzionamento della società italiana. Il potere dei gruppi mafiosi sui media è divenuto tale che hanno raggiunto nel 2009 la lista dei predatori della libertà di stampa.


Situazione atipica all’interno dell’Unione europea, il primo ministro Silvio Berlusconi detiene ancora il controllo, da una parte sulle tre reti televisive pubbliche RAI, e dall’altra, sul principale gruppo radiotelevisivo privato nazionale Mediaset. Una predominanza che amplifica le ingerenze politiche nell’editoria, e che favorisce l’auto-censura di una parte della professione.


La televisione, che rimane la principale fonte d’informazione per l’80% della popolazione, attira inoltre la maggior parte dei guadagni pubblicitari nazionali. La legge promulgata dal ministro Gasparri ha annullato ogni limite nell’istituzione delle quote di ripartizione delle entrate pubblicitarie, aprendo la porta a un “riafflusso” a volte massiccio dei budget verso le reti televisive nazionali, in particolare verso le reti appartenenti alla famiglia Berlusconi.


Restano altri problemi ricorrenti, quali l’accesso alla professione, che rimane molto regolamentato. In Italia, per diventare giornalisti, bisogna passare un concorso e iscriversi obbligatoriamente ad un ordine professionale. La diffamazione è ancora reato e l’accesso ai dati pubblici o privati resta, di fatto, non rispettato.


Il nuovo progetto di legge sulla pubblicazione degli atti giudiziari, ancora sotto esame, minaccia profondamente il giornalismo d’investigazione. La riforma del codice prevede in effetti il divieto di pubblicare numerosi atti giudiziari, in particolare le intercettazioni telefoniche ordinate dalla procura, fino alla fine delle inchieste in corso. Il divieto di pubblicazione riguarda inoltre il lavoro delle commissioni d’inchiesta.


Se tale progetto di legge dovesse essere adottato, come conseguenza i giornalisti si troverebbero nell’incapacità d’informare l’opinione pubblica su eventuali arresti, sequestri o perquisizioni ordinati dai magistrati. La pubblicazione di atti, di conversazioni o di comunicazioni – la cui distruzione è stata ordinata dalla procura – rimarrebbe vietata. In caso di violazione di questo segreto, il giornalista, o il mezzo incriminato, rischierebbe pene di detenzione, multe molto pesanti e l’interdizione all’esercizio della professione per tre mesi.


[Articolo originale "Italie - Rapport Mondial 2009" di RSF

postato da: johnnysi alle ore luglio 29, 2009 10:02 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 17 luglio 2009

Pedone




Ogni giorno immancabilmente la cronaca ci aggiorna come se fosse un bollettino di guerra degli incidenti causati dai vari pirati della strada, ogni giorno ci scandalizziamo inorriditi di fronte a fatti che destano un immenso scalpore ed ogni giorno assistiamo quasi esterrefatti dai discorsi delle varie personalità più o meno istituzionali che ci propinano tante belle parole in merito alle leggi che dovrebbero tutelare quelli che sono più esposti agli atti di pirateria stradale!!!




Ogni volta si parla di ommicidi colposi, di mancato soccorso, di gente al volante con tassi alcol-stupefacenti al di sopra di ogni limite consentito... eppure a cosa si limitano i provvedimenti di fronte a tali misfatti?!!? al semplice ritiro della patente!!! come se all'assassino armato di revolver, ritirandogli il porto d'armi non commettesse più ommicidi!!! cosa importa al pirata o all'assassino se gli ritiri la patente o il porto d'armi!!!




Le vittime colpose continueranno ad essere tali! per il semplice fatto che si son trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato, quindi non è colpa del pirata se la vittima si trovava proprio in quel momento sulla sua traiettoria!!!




Le leggi attuali incitano ad evadere le stesse... è drammaticamente ridicolo dopo che dei criminali armati di bolidi sempre più potenti resosi colpevoli di stragi di innocenti debbano essere solo imputati di ommicidio colposo!! in una società civile è una cosa vergognosa!! gli omicidi colposi sono tali finchè sono lontani dai tuoi sentimenti!! ma proviamo ad immedesimarci solo per un attimo dalla parte dei parenti, delle madri, dei figli o degli amici che si vedono strappare i loro cari solo perche un bastardo sapendo che doveva guidare ha abusato di sostanze alcoliche o stupefacenti!!!!. Anche loro sono vittime colpose tutti quelli che devono piangere la scomparsa di un loro caro... colpose di essere vittime!! quasi come se le vittime siano i veri colpevoli!!!! VERGOGNA....


18/07/2009 anche oggi ancora vittime innocenti di una pazzia latente....

postato da: johnnysi alle ore luglio 17, 2009 23:16 | Permalink | commenti
categoria:attualità, pirati della strada
domenica, 12 luglio 2009


Premio libertà di stampa a Marco Travaglio




 


Nei giorni scorsi l’associazione dei giornalisti tedeschi Djv ha consegnato a Berlino il Premio libertà di stampa a , il giornalista italiano a desiderato dedicare questo riconoscimento a Indro Montanelli.

Nella seconda parte dell’articolo i video della premiazione e un’intervista rilasciata da a RaiNews 24



Il presidente del Djv, Michael Konken, ha dichiarato che è stato premiato per il coraggio e l’impegno dimostrati nella difesa della libertà di stampa, inoltre è stata apprezzata dalla giuria la perseveranza di Travaglio nel criticare e nel cercare di fare chiarezza su determinati accadimenti tralasciati da altri giornalisti.


Nel suo intervento alla cerimonia di premiazione Travaglio ha denunciato come la libertà di stampa in esiste sulla carta, ma non molto sulla carta stampata e quasi per nulla sulla televisione“, probabilmente questa affermazione ha causato una sorta di repulsione nei suoi colleghi italiani, che hanno dimostrato uno scarso interesse per la notizia, riportata soltanto su alcune testate giornalistiche.


- Berlino - premio libertà di stampa 1/4




postato da: johnnysi alle ore luglio 12, 2009 00:16 | Permalink | commenti
categoria:giornalismo, liberta, attualità
giovedì, 11 giugno 2009

 ciao Enrico....





















 




 


Dopo venticinque anni, si sente ancora la sua mancanza, specialmente oggi che ormai di grandi uomini non nè nascono più, lui viene ricordato con tristezza e amore dal popolo della sinistra...




...altri purtroppo verranno ricordati per gli scandali e la vergogna in cui stanno gettando tutta l'Italia...


A volte la storia è spietata.... 


 

postato da: johnnysi alle ore giugno 11, 2009 13:14 | Permalink | commenti (2)
categoria:storia, liberta, società, berlinguer
sabato, 06 giugno 2009


Leggendo le varie delibere emanate nel sito del comune di Ceglie, apprendo con piacere la seguente delibera riguardante la contrarietà alle intenzioni del governo in merito alle centrali nucleari da parte del comune di Ceglie Messapica, cosa che spero vivamente vengo preso ad esempio da tutti i comuni d'Italia, tenedo conto che il popolo Italiano si è già espresso con un referendum in merito, divulgo la delibera con immenso piacere chiedendo a tutta la blogsfera di esprimersi in merito in quanto che il futuro di un'Italia denuclearizzata riguarda tutti noi e il futuro dei nostri figli...


Il Sindaco prof. Pietro Federico, così relaziona:

- Il governo ha deciso per un ritorno del nucleare nel nostro Paese, con un obiettivo dichiarato di produrre il 25% dell’energia elettrica dall’atomo. Per arrivare a questo obiettivo l’Italia dovrebbe localizzare e costruire sul territorio nazionale 8 reattori come quello attualmente in costruzione in Finlandia (il più grande al mondo).


- Il nucleare non ci farà recuperare i ritardi rispetto alle scadenze internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici. Semmai l’Italia decidesse di costruire alcune centrali nucleari, passerebbero al netto di ritardi per le inevitabili contestazioni popolari - almeno 10-15 anni prima della loro entrata in funzione, e quindi non riuscirebbe a rispettare l’accordo vincolante europeo 20-20-20 (secondo cui entro il 2020 tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 del 1990, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico, ridurre del 20% i consumi energetici), incorrendo in ulteriori sanzioni da aggiungere a quelle ormai inevitabili per il mancato rispetto del Protocollo di Kyoto.


- Se l’Italia decidesse di puntare sul nucleare, dirotterebbe sull’atomo anche le insufficienti risorse economiche destinate allo sviluppo delle rinnovabili e al miglioramento dell’efficienza energetica.


- Solo con una seria politica nazionale e locale, che escluda il nucleare, promuova l’innovazione e renda più efficiente e sostenibile il modo con cui produciamo l’elettricità e il calore, si muovono le persone e le merci, consumiamo energia negli edifici e produciamo beni, riusciremo a rispettare le scadenze internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici, a partire da quella europea del 2020.



CONSIDERATO CHE:



- Grazie al referendum del 1987, l’Italia è stato il primo paese tra i più industrializzati ad uscire dal nucleare.


- Nonostante la ripresa o l’intenzione dichiarata di programmi nucleari in alcuni paesi, il nucleare è una fonte energetica in declino sullo scenario mondiale.


- La tecnologia su cui vuole puntare il governo italiano è quella di "terza generazione evoluta" che non ha risolto nessuno dei problemi noti da anni. Insomma l’Italia si sta candidando a promuovere una tecnologia già vecchia.


- Le convinzioni dell’utilità di ricorrere all’energia atomica per ridurre la bolletta energetica del Paese e la dipendenza dalle importazioni si scontrano però con i tanti problemi irrisolti della tecnologia nucleare oggi disponibile. Tra tutti i costi veri di un KWh da produzione elettronucleare, la sicurezza delle centrali, la gestione dei rifiuti radioattivi e lo smantellamento (


decommissioning) degli impianti, la loro protezione da eventuali attacchi terroristici, il rischio della proliferazione di armi nucleari e la necessità di importare dall’estero l’uranio, le cui riserve naturali sono sempre più scarse.

RILEVATO CHE:



- Sarebbe una scelta sbagliata sotto il profilo economico, onerosa e ad una redditività molto differita nel tempo; inoltre l’opzione del nucleare renderebbe marginali le energie rinnovabili, spostando l’attenzione e i finanziamenti dal tema centrale che dovrebbe essere quello del risparmio energetico, o meglio quello della efficienza energetica.


- Sulla sicurezza degli impianti ancora oggi, a 23 anni dal terribile incidente di Chernobyl, non esistono le garanzie necessarie per l’eliminazione del rischio di incidente nucleare e conseguente contaminazione radioattiva, come dimostra la lunga serie di incidenti avvenuti in Francia nell’estate del 2008.


- Rimangono anche tutti i problemi legati alla contaminazione "ordinaria" delle centrali nucleari in seguito al rilascio di piccole dosi di radioattività durante il normale funzionamento dell’impianto a cui sono esposti i lavoratori e la popolazione che vive nei pressi.


- Non esistono poi ad oggi soluzioni concrete al problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dall’attività delle centrali o dal loro


- Gli impianti nucleari attivi - e lo stesso discorso vale per quelli in costruzione - se da una parte possono diventare obiettivi sensibili per i terroristi, dall’altra producono scorie dal cui trattamento viene estratto il plutonio, materia prima per la costruzione di armi a testata nucleare.


- I considerevoli consumi di acqua necessari al funzionamento dei reattori aggraverebbero la già delicata situazione italiana.


- Sarebbe una scelta sbagliata sul piano democratico, infatti dobbiamo ricordare che è stato il popolo italiano a bocciare l’opzione nucleare nel referendum 1987.



LA GIUNTA COMUNALE



Visto l’o.d.g. proposto dal Sindaco e ritenuto di condividerlo;


Visto il D.Lgs. n. 267/2000;


Visto lo Statuto Comunale;


Ad unanimità dei voti favorevoli espressi nelle forme di legge;


decomissioning. Le circa 250mila tonnellate di rifiuti altamente radioattivi prodotte fino ad oggi nel mondo sono tutte in attesa di essere conferite in siti di smaltimento definitivo, stoccati in depositi "temporanei" o lasciati negli stessi impianti dove sono stati generati.

DELIBERA


1)



a) Dichiarare la propria contrarietà al nucleare per le ragioni su esposte ed anche perché la Puglia e la Provincia di Brindisi in particolare si presentano come territorio off limits per qualunque ipotesi di centrale nucleare. Tale principio è nel PEAR che esclude il ricorso al nucleare.


b) Dichiarare, altresì, il territorio comunale denuclearizzato, contrario quindi alla produzione di energia nucleare.


c) Vietare su tutto il territorio comunale l’installazione di centrali che sfruttino l’energia atomica;


d) Garantire la massima trasparenza e partecipazione nel processo di individuazione di siti di stoccaggio per i rifiuti radioattivi, derivanti anche dal


Approvare il seguente O.d.G.: decommissioning delle centrali dimesse.

2)



• Prefetto della Provincia;


• Presidente Regione Puglia;


• Presidente Consiglio Regionale;


• Assessore Regionale all’Ambiente;


• Presidente della V Commissione Regionale;


• Presidente Provincia di Brindisi;


• ANCI Regionale;


• Sindaci della Provincia di Brindisi;


• Presidente del Consiglio Comunale;


• Capigruppo Consiliari.


Trasmettere il presente atto alle seguenti Istituzioni:

3)


Dichiarare la presente deliberazione, con successiva unanime votazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134, comma 4, del D.Lgs. n.267/2000.

Letto, approvato e sottoscritto.



IL SINDACO IL SEGRETARIO SUPPLENTE


F.to F.to Prof. PIETRO FEDERICO F.to Dr. ANTONIO MISSERE


N° 262 Registro Pubblicazioni.



Ceglie Messapica, lì 19/05/2009


IL MESSO COMUNALE

F.to Antonio Palmisano



Il sottoscritto Segretario Comunale, visti gli atti d’ufficio


ATTESTA



che la presente deliberazione, pubblicata nei termini sopra indicati:



Viene comunicata in elenco ai


CAPIGRUPPO CONSILIARI (art.125 del T.U.E.L. 18.08.2000, N.267)

E' DIVENUTA ESECUTIVA IN DATA


________________________

􀀀


perché dichiarata IMMEDIATAMENTE ESEGUIBILE (art. 134 -comma 4°- T.U.E.L.18.08.2000, N. 267)

􀀀


perché decorsi 10 giorni dalla pubblicazione (ai sensi dell'art. 134 - comma 3° - T.U.E.L. 18.08.2000 n. 267)

DATA


_____________________ IL SEGRETARIO SUPPLENTE

Dr. ANTONIO MISSERE



È copia conforme all'originale per uso ____________________



Ceglie Messapica, lì 19/05/2009


IL SEGRETARIO SUPPLENTE



F.to Dr. ANTONIO MISSERE



La presente deliberazione viene affissa, in data odierna, all’Albo Pretorio ove rimarrà pubblicata per 15 giorni consecutivi (art.124 T.U.E.L. 18.08.2000, N.267).



PREMESSO CHE:

postato da: johnnysi alle ore giugno 06, 2009 20:01 | Permalink | commenti
categoria:liberta, natura-ecologia-falco, ceglie messapica, denuclearizzazione
domenica, 31 maggio 2009







Trippet’





A tièn’ sobb, j tà sient’ strett’…


Ti string’, ti ravuggh’….



J piènz’… “da crè a dièt’ mi mètt”


Intant’ fin’a crè pozz’ mangià… fin’ a scuppià!!





Lu siènt’ pur’ cà tì stè strett’!


Lù sé pur’ cà ci cuntin’ a’ccussì




A trippett stè divent’ “Trippòn’!!!”








Traduzione:





Trippetta




La tieni addosso e te la senti stretta


Ti stringi e ti raccogli….





E pensi… “da domani a dieta mi metto”…


…intanto fino a domani posso mangiare… fino a scoppiare!!




Lo senti pure che ti sta stretta!


Lo sai pure che se continui cosi…



…la trippetta sta diventando “Trippona!!!”





                           




la persona che mi ha ispirato queste righe,


la vedo ogni mattina, con la sua ciccetta e


l'immancabile pantalone a vita bassa,


abbinato ad una maglietta corta corta


che mette in mostra le sue abbondanze,


ma non lo fà con disinvoltura, anzi secondo me


si sente molto a disagio, perche la vedo che ogni tanto


si abbassa la maglietta o si tira sù i pantaloni...


...allora mi domando ...


" se ti da fastidio, perche persisti...


con un abbigliamento così strimizito?" 





postato da: johnnysi alle ore maggio 31, 2009 15:03 | Permalink | commenti (5)
categoria:amicizia, liberta, attualità, culinaria
venerdì, 15 maggio 2009

Dettaglio




Maggio...


il mese della Madonna


il mese degli altarini...


quanti ricordi dietro ad un'immagine sacra,


di quando da bambini si preparavano gli altarini


ogni scala con più di due gradini diventava un altarino


e ricordo ancora di quando si andava in giro per il paese 


armati di un'immagine sacra della Madonna dentro ad un piattino


chiedendo un'offerta in nome della Madonna


e alla domanda se l'offerta era per la Madonna o per me


si rispondeva "un po’ per lei ed un po’ per me"


Oggi certe usanze tra i bambini non si usano più...


oggi gli altarini nel centro storico di Ceglie non si vedono più


però il mese di maggio rimane il mese della Madonna...


il mese dei rosari nei quali mi addormentavo sempre


e ad ogni "ora pro nobis" mi svegliavo di soprassalto


guardandomi intorno per paura di essere deriso...


Maggio... il mese della Madonna.


 


 "Sancta Maria, mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen"


 


postato da: johnnysi alle ore maggio 15, 2009 23:55 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 23 aprile 2009

Johnnysi Nysi


eh si... per adesso lo sto sognando...!!!


ma da domani per quindici giorni sarà una realtà...


per questo lascio un saluto a tutti gli amici della blogsfera


ci risentiamo al rientro....


buona permanenza a tutti...!

postato da: johnnysi alle ore aprile 23, 2009 19:43 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 26 marzo 2009

IMMAGINI DAL PARCO STURA (45)




I ragazzi volanti….





Da qualche tempo nel parco stura dal lato di corso Vercelli ce una novità volante…




…la novità è nelle acrobazie e nei voli dei ragazzi dello skateboard che sfidando le leggi della gravità si volteggiano nell’aria con delle acrobazie incredibili.




 IMMAGINI DAL PARCO STURA (56)A volte mi fermo per ore ad osservarli cercando di fermare le più belle immagini con la mia piccola compatta, la cosa più bella, oltre alle acrobazie, è vedere il loro impegno nel cercare di vincere la forza di gravità con delle figure eleganti e spettacolari nello stesso tempo.IMMAGINI DAL PARCO STURA (44)



Parlando con alcuni  di loro mi rendo conto che la società giovanile è anche questa, quella più bella, rappresentata da ragazzi che si dedicano ad uno sport qualsiasi pur di evadere dagli stereotipi inculcati dalla società del consumismo, dove tutti devono avere per forza gli status simbol rappresentati come cose che non se né può fare a meno a tutti i costi….




Basta una tavola e quattro ruote per evadere e volare via con la fantasia…


...tante cose si potrebbero ancora dire... e tante cose si potrebbero ancora fare... di tutte le cose che si potranno fare, questa è un'altra faccia del parco stura, lo stesso parco che denigratoriamente i media hanno denominato Tossik-park...




IMMAGINI DAL PARCO STURA (134)




IMMAGINI DAL PARCO STURA (111)












 








 


  

postato da: johnnysi alle ore marzo 26, 2009 21:45 | Permalink | commenti (17)
categoria:torino, liberta, società, skateboard
sabato, 07 marzo 2009

scarica gratis un mazzo di rose Immagini per il tuo cellulare


Dedicato alle donne…


Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni….


Però ciò che è importante non cambiare: la tua forza e la tua convinzione non hanno età.


Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.


Dietro ogni linea d’arrivo c’è una linea di partenza.


Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.


Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.


Non vivere di foto ingiallite…. Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.


Non lasciare che si arrugginisca il ferro che è in te.


Fa in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.


Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.


Quando non potrai camminare, usa il bastone.


Però non trattenerti mai.


 


(madre Teresa di Calcutta)


 


Didicàt’ a lì fem’n


 


Tièn’ semp’ prisènt’ca a pell’ fasc’ lì rugh’, lì capidd’ divent’n biànc’, lì giurn’ si trasform’n a iàn’….


Pirò ciò cà iè ampurtant’ nà cambià: a forz’a tov’ ì lì cunvinziòn’ nà tèng’n iètà.


Ù spir’t tuv ièt a coll’ d’ì qualsiàs’ tel’ dì ragn’.


Grèt’ad ogn’ lin’ha d’arrìv’ stè sèmp’ nà lin’ha d’ì partènz’.


Grèt’ad’ogn succèss’ stè sèmp’nat’a dilusiòn’.


Fin’à quann’ sì vvìv’, siènt’t vìv’. Cì tì manc’ ciò cà fascìv’, tuèrn’ a farl’.


Nà vìv’ di fot’angiallìt’…. Anzìst’ pur’ cì tutt’ saspett’n cà’abbantuèn’.


Nà lassà cà sarrugginish’ ù fierr’ cà stè jìnd’a tè.


Fa ammod’  cà nvèc’ ddì cumpassiòn’, tì port’n’ ripiètt’.


Quànn’ a caus’ dì l’ann’ nan’à puti fusc’, cammìn’vilòsh’.


Quann’ nang’ puè camminà, iùs’ ù bastòn’.


Pirò nà tì firmà maj’!


 


(a mimòr’j d’h madr’ Tarès’h d’ Calcutta)


 

postato da: johnnysi alle ore marzo 07, 2009 18:18 | Permalink | commenti (6)
categoria:poesia, società, festa della donna, ceglie messapica
venerdì, 30 gennaio 2009

A catèn’…



nott’ ì giurn’


vièrn’ ì stàt’


chiòv’ o nang’ chiòv’


stòc’ a qu’à …


attaccat’ a stà catèn’


semp’ chiù pisant’


semp’ chiù cort’


mì dumann’ cè agghj’ fatt’ di mal’…?!!


Pì jav'ì stu trattament’…!!!


Agn’ ttant’ mi lament’


Agn’ ttant sò cutent’…


Agn’ ttant’ fazz’ lì fèst’, quann’ mi dòn’ nù picc di minèstr’


Agn’ ttant' prov’ a ghiatt’à


Ma nisciùn’ mi sent’…



Ìppur’ mi dumann’, cè agghj’ fatt di tant’ mal’…!!!


Pì mmì mirità stù trattament’!!!


Stà catèn’ jè sèmp chiù pisant’!! jè sèmp chiù cort….


Ì dic’n’ cà sònd’ u meggh’ amìc’ sùv’….!!!!


(traduzione)


La catena….





Di notte e di giorno


D’inverno e d’estate


Piove o non piove


Sono qua…


Legato a questa catena


Sempre più pesante


Sempre più corta


Mi domando cosa ho fatto di male…?!!


Per avere questo trattamento…!!!


Ogni tanto mi lamento


Ogni tanto son contento…


Ogni tanto faccio le feste, quando mi danno un po’ di minestra…


Ogni tanto provo ad’abbaiare…


Ma nessuno mi sente…


Eppure mi domando, che ho fatto di male…!!!


Per meritarmi questo trattamento!!!


Questa catena è sempre più pesante!! Ed è sempre più corta…


E dicono che sono il suo migliore amico….!!!!!


Il cane alla catena: una tortura psicologica. 


Viviamo nell’era del computer, di internet e delle comunicazioni satellitari. Viviamo in una società che ci vantiamo di definire civile. Eppure risulta essere un’abitudine ancora purtroppo diffusa quella di legare il cane alla catena.








Una credenza popolare vuole che in questo modo diventi un guardiano migliore, capace di scoraggiare qualsiasi malintenzionato. Non è vero. Si tratta invece di una crudeltà ingiustificata, una vera e propria tortura psicologica, capace di provocare danni irreparabili nel carattere dell’animale.








Se legato, il cane non migliora la sua capacità di fare la guardia ma al contrario può diventare pericoloso, non solo per gli estranei ma anche per il padrone stesso. Viene completamente alterato il suo equilibrio e il suo senso della proprietà per cui, incapace di riconoscere l’amico del nemico, pensa solo a difendere il poco spazio che ha a disposizione, a volte con una esagerata aggressività.








La catena riduce infatti la cosiddetta “distanza critica”, uno spazio vitale superato il quale il cane si sente talmente minacciato da attaccare senza esitazione. Ecco la ragione di alcuni tragici incidenti. Il cane azzanna il padrone e questo si dimostra allibito di fronte al tradimento del proprio animale. In questi casi l’opinione pubblica punta spesso il dito contro il cane, bollandolo con termini tipo “assassino” e “traditore”. Ma la responsabilità non è del cane. Come scrive Desmond Morris, il grande etologo inglese, “Non esistono cani cattivi. Solo cattivi padroni.”








E’ difficile comprendere le torture che un cane subisce quando viene legato. Vive in uno stato di perenne abbattimento, frustrazione e mortificazione. Gli è impossibile, per esempio, soddisfare le esigenze del suo olfatto sviluppatissimo. Al posto del naso il cane ha un vero computer: il suo olfatto è un milione di volte più sviluppato del nostro. E’ in grado di capire addirittura l’umore delle persone dal cambiamento del loro odore. Quando poi un estraneo arriva in casa, il cane si precipita ad annusarlo, in modo da “schedarlo”, come se avesse letto il suo biglietto da visita. Gli odori rappresentano un mondo intero, a noi inaccessibile. Cercare e trovare nuovi odori, è per il cane come per una persona leggere un buon libro: lo arricchisce, stimola la sua intelligenza e la sua capacità di apprendere. Ma legato alla catena tutto questo gli viene negato. Gli odori che si trovano nello spazio a sua disposizione con il tempo diventano talmente familiari da perdere qualsiasi interesse. A pochi metri di distanza ce ne sono di sconosciuti e stimolanti ma è impossibile raggiungerli. Privato così della parte più importante del suo modo di essere, il cane diventa vittima della noia. Ogni diversivo si trasforma in un impellente bisogno. Il cane attende con ansia il momento del pasto, spesso l’unica occasione che ha di vedere il padrone. Mangiare diventa la sua occupazione. Ingrassa e non può smaltire le calorie in eccesso perché non può fare del moto. Spesso si ammala.














   C’è anche un’altra cosa da tenere presente. Nessun cane sporca nei pressi dello spazio dove mangia e dorme. E’ un comportamento innato, che il cane impara a seguire fin da cucciolo senza alcun insegnamento. Un cane a catena è invece costretto a sporcare nelle vicinanze della cuccia, andando quindi contro la sua stessa natura.  Ma la più grande sofferenza è la mancanza di socialità che il restare alla catena comporta. Per il cane non esiste niente di peggiore. Jeffrey Masson, psicologo e autore di splendidi libri sugli animali, definisce la solitudine “la grande paura del cane”. E’ un animale altamente sociale, che si realizza pienamente solo quando è parte di un gruppo. Per un cane il contatto fisico è vitale. Per lui partecipare alle attività del suo gruppo è come l’aria per respirare. Ma legato alla catena, è escluso, messo da parte. Vede e sente gli altri membri del suo branco, la sua famiglia umana, interagire tra di loro ma lui è immobilizzato lontano. Il suo mondo è completamente distrutto.








   Parlo spesso con gente che di abitudine lega il cane. Mi dicono che quel povero animale è il loro più caro amico. Che lo tengono legato perché altrimenti “fa danni in giardino” ma che gli vogliono bene. Affermazioni che fanno cascare le braccia. Ma lo sguardo adorante del cane sembra dar loro ragione.














   Diceva bene il premio Nobel Konrad Lorenz quando scrisse: “Il semplice fatto che il mio cane mi ami più di quanto io ami lui è una realtà innegabile, che mi colma sempre di una certa vergogna.”








(DOCUMENTO TROVATO IN RETE E LIBERAMENTE COPIATO PER AMORE DEGLI ANIMALI)

postato da: johnnysi alle ore gennaio 30, 2009 01:35 | Permalink | commenti (15)
categoria:animali, amicizia, ceglie messapica, il cane alla catena
mercoledì, 28 gennaio 2009
LEGGENDO LA STAMPA APPRENDO  CON DISPIACERE DELLA SCOMPARSA DEL CARO MINO REITANO,  MI RENDO CONTO CHE PER MOLTI RAGAZZI OGGI NON SIGNIFICA NIENTE MA PER NOI RAGAZZI DEL 68 E' STATO UN CARO AMICO CHE CON LA SUA MUSICA ITALOMELODICA A MODO SUO, NELLE SALE DA BALLO IMPROVVISATE DENTRO I BASSI CHE A CEGLIE CHIAMANO TURRAGN' CI SI STRIGEVA FORTE ALLA RAGAZZA DI TURNO PER SENTIRCI UOMINI... RICORDI MALINCONICI DI UNA PASSATA GIOVENTU' CHE UN PEZZO ALLA VOLTA SCOMPARE INSIEME A DEI GRANDI DELLA MUSICA, L'ARTICOLO CHE PUBBLICO AVREI VOLUTO SCRIVERLO IO, PERCHE ESPRIME CON ONESTA' I MIEI SENTIMENTI, ED E' VERO QUANDO DICE CHE E' UN GENERE DI MUSICA CHE A ME PERSONALMENTE NON PIACEVA MOLTO, COME E' ANCHE VERO CHE IL MINO REITANO ERA UNO CHE AVEVA SOFFERTO TANTO PRIMA DI ARRIVARE AL SUCCESSO E LA GAVETTA SE LE' GUADAGNATA CON GRANDI SACRIFICI.... CIAO MINO










Amato dal pubblico, non dagli snob


GABRIELE FERRARIS

ROMA

Il bene che gli uomini fanno giace con essi nella tomba, mentre il male gli sopravvive». Vorrei che per una volta almeno Shakespeare avesse torto. Mino Reitano lo meriterebbe. Perché era un brav’uomo. E adesso che se n’è andato a 64 anni, vinto dal tumore dopo tante sofferenze sopportate con cristiana rassegnazione, mi piacerebbe che dimenticassimo in fretta gli ultimi anni, quelli in cui Mino Reitano s’era ridotto a quel ruolo macchiettistico da trasmissioni tv del pomeriggio, Italia Italia strillata a qualsiasi microfono gli capitasse a tiro, e quello sguardo da cagnone maltrattato che mi faceva pure un po’ rabbia. Mi piacerebbe che questo Mino Reitano finisse nel dimenticatoio dove finiscono, grazie al cielo, tutti gli incidenti della brutta televisione; e vorrei invece rendere omaggio a un cantante che non ho mai amato – abissalmente lontano da ogni mia tolleranza musicale – ma che non ho potuto non rispettare: lui, contrariamente a tanti, sapeva cantare. Anche se non mi piaceva quello che cantava. E poi, lui era vero. La sua storia era vera. Era una storia che fa pensare. La storia di un calabrese poverissimo, nato che ancora tuonava il cannone della guerra, emigrato in Germania giovanissimo, quando ancora gli italiani emigravano, e in Germania aveva fatto due incontri di quelli che potrebbero anche salvarti la vita.



Il primo incontro fu il rock’n’roll. Con i suoi fratelli, Mino formò una rock’n’roll band, e penso sia stato il primo italiano a suonare il rock’n’roll. E mentre suonava il rock’n’roll in un locale di Amburgo fece il secondo incontro, incontrò quattro inglesotti che suonavano il rock’n’roll pure loro, e si facevano chiamare Quarrymen. Poi ciascuno tornò a casa propria, i Quarrymen diventarono i Beatles e Mino Reitano diventò «quello di Avevo un cuore che ti amava tanto». Nel ’68. Capite? Anche una vita fortunata – e Reitano tutto sommato ha avuto una vita fortunata – può essere costellata di sfighe. Tipo arrivare al successo con una canzone melodicissima e tradizionalissima e italianissima in pieno Sessantotto. Proprio mentre i tempi stavano cambiando. Comunque, con Avevo un cuore e Una chitarra cento illusioni ci fece dei bei soldi, e con i soldi si costruì pure la sua «piccola città» ad Agrate Brianza, che chiamò «Reitanopoli» e ci portò a vivere, oltre alla moglie e alle due figlie, l’intero parentado. Quando dico che la storia di Mino Reitano è una storia vera. L’emigrante calabrese che ha successo e si costruisce un paese per riunire tutti i parenti su al Nord, in Brianza. Da film. Ad ogni modo, i tempi stavano cambiando. Mino ebbe appena il tempo di infilare un altro paio di successi memorabili fino al luogo comune – Meglio una sera piangere da solo e la trashissima Era il tempo delle more – e fu il diluvio, l’invasione angloamericana, la «grande purga del pop» che all’alba degli Anni Settanta sterminò un’intera generazione di cantanti melodici italiani riducendoli, nel giro di pochi mesi, e con rarissime eccezioni, al ruolo – di cui non si sono più liberati – di «nomi da revival» buoni per le feste di piazza.

Da allora, Reitano ha fatto il suo mestiere con mesto senso del dovere. È andato a Sanremo sottoponendosi al facile sberleffo di giornalisti schifiltosi (ma che di musica ne sapevano infinitamente meno di lui, e per di più non avevano mai diviso il palco con i Beatles) e alle imitazioni carognesche dei comici a corto d’idee (finché non hanno scoperto Masini), è andato in tournée ritrovando applausi e gloria tra gli italiani all’estero, è andato in tivù a fare qualsiasi cosa gli chiedessero di fare, specialmente afferrare il microfono e gridarci dentro Italia Italia. Già: quella canzone, tardiva e fallace speranza di un ritrovato fulgore, gli valse il sesto posto al Festival dell’88, e un’ineludibile condanna per il rimanente, successivo ventennio. Ecco, questo vorrei che passasse in fretta. Ma ricorderò sempre Mino Reitano come un bravo cantante, una persona per bene, e uno che ha diviso il palco con i Beatles. Ne ho conosciuti pochi, così.
postato da: johnnysi alle ore gennaio 28, 2009 12:06 | Permalink | commenti (6)
categoria:musica, attualità, ceglie messapica
domenica, 25 gennaio 2009

Chiunque salva una vita… salva il mondo intero.


Chiunque toglie una vita… ha tolto la pace dal suo cuore…


Chi non ha la forza di ricordare… deve avere quella di non dimenticare…



Dopo tanti anni la memoria svanisce come i colori di una tela dipinta con il sangue e la terra ove son sepolti i propri martiri. 


La storia non ci ha insegnato niente e chi non ha imparato niente dalla propria storia non è degno di essere ricordato nella storia.


 Dopo tanti anni qualcuno mette in dubbio l’olocausto, qualcuno dice che è solo un’invenzione degli ebrei.

Dopo tanti anni anche gli stessi ebrei hanno dimenticato la loro storia e hanno preso il posto dei loro carnefici. Gaza ne è testimone verso tutto il mondo, mondo sordo e cieco che si commuove con delle finte lacrime a memoria di tanti bambini innocenti uccisi solo per la loro appartenenza ad un popolo martoriato nei secoli, proprio come lo stesso popolo ebraico.






Per non dimenticare ogni giorno è un giorno della memoria, ogni giorno bisogna dedicare tre minuti di silenzio per ogni bambino ucciso.





מי שומר על החיים ... להציל את העולם. מי לוקח משם חיים ... לקח ממני את השלום מן הלב ... למי אין כוח לזכור ... אסור לשכוח את זה ... אחרי כל כך הרבה שנים, הזיכרון fades כמו צבעים של בד לצייר עם הדם ואת האדמה שבו קבור בנו martyrs. ההיסטוריה לימדה אותנו משהו, ומי שלא למדו שום דבר מן הסיפור שלו הוא לא ראוי להיות נזכר בהיסטוריה. לאחר כל כך הרבה שנים למישהו יש ספק מעביר את השואה, מישהו אומר את זה הוא רק המצאה של היהודים. לאחר כל כך הרבה שנים של היהודים עצמם שכחו את ההיסטוריה יש לקחו את המקום שלהם executioners. עזה היא עד כדי כל העולם, חרש עיוור בעולם recoils כי עם דמעות מזוייפות על הזיכרון של כל כך הרבה ילדים חפים מפשע נהרגו על שייכות אומה על פני מאות קרועים, בדיוק כמו העם היהודי. לא לשכוח הכל היום הוא יום זיכרון של כל יום




Wer ein Leben rettet ... die Welt retten. Wer nimmt sich das Leben genommen hat ... Frieden aus seinem Herzen ... Wer hat nicht die Kraft zu erinnern ... Sie dürfen nicht vergessen, dass ... Nach so vielen Jahren, die Erinnerung verblasst wie die Farben einer Leinwand gemalt mit Blut und das Land, wo sein Sohn begraben Märtyrer. Die Geschichte hat uns gelehrt, was, und wer nicht gelernt hat, etwas von seiner Geschichte nicht würdig ist daran zu erinnern, in der Geschichte. Nach so vielen Jahren jemand stellt den Holocaust in Zweifel, jemand sagt, es ist nur eine Erfindung der Juden. Nach so vielen Jahren die Juden selbst vergessen haben, ihre Geschichte und sind an die Stelle ihrer Henker. Gaza ist ein Zeugnis für die ganze Welt, taube und blinde Welt, die mit gefälschten recoils Tränen bei der Erinnerung an so viele unschuldige Kinder getötet für ihre Zugehörigkeit zu einer zerrissenen Nation im Laufe der Jahrhunderte, ebenso wie das jüdische Volk. Nicht zu vergessen alle Tag ist ein Tag des Gedenkens jeden Tag









أيا كان ينقذ حياة... إنقاذ العالم. يقف خارج الحياة... ولقد انتزعت من قلبه السلام... من لا يملك القوة لنتذكر... يجب ان لا ننسى ان... وبعد سنوات عديدة ، والذاكرة كما يتلاشى ألوان من قماش طلاء الدم والأرض حيث دفن ابنه شهيدا. التاريخ قد علمنا شيئا ، والذي لا تعلم شيئا عن هذه القصة لا تستحق أن تذكر في التاريخ. وبعد سنوات عديدة ما يضع موضع شك المحرقة ، يقول شخص ما انه مجرد اختراع اليهود. وبعد سنوات عديدة اليهود انفسهم نسوا تاريخهم واتخذت مكان لهم منفذيها. غزة هي شاهد على العالم بأسره ، والصم والمكفوفين في العالم أن الإرتداد وهمية مع الدموع في ذاكرة الكثير من الأطفال الأبرياء الذين قتلوا من أجل الانتماء إلى أمة مزقتها على مر القرون ، كما أن الشعب اليهودي. ولا ننسى جميع اليوم هو يوم الذكرى ، في كل يوم 





Whoever saves a life ... save the world. Anyone who takes away a life ... has taken away peace from his heart ... Who does not have the strength to remember ... you must not forget that ... After so many years, the memory fades as the colors of a canvas painted with blood and the land where his son buried martyrs. History has taught us anything, and who has not learned anything from his story is not worthy to be remembered in history. After so many years someone puts in doubt the Holocaust, someone says it is only an invention of the Jews. After so many years the Jews themselves have forgotten their history and have taken the place of their executioners. Gaza is a witness to the whole world, deaf and blind world that recoils with fake tears at the memory of so many innocent children killed for their belonging to a nation torn over the centuries, just as the Jewish people. Not to forget all day is a day of remembrance,


postato da: johnnysi alle ore gennaio 25, 2009 01:12 | Permalink | commenti (4)
categoria:bambini, attualità, shoa, pewr non dimenticare
martedì, 06 gennaio 2009
Passeggiando nelle vie del web a volte ci si imbatte in notizie e personaggi a volte passati nel dimenticatoio del tempo.... cosa che capitò a Frà Martino Galletta che ebbe i natali a Ceglie e girovagò per le vie della carità in mezzo mondo, la cosa che più colpisce è l'umiltà della sua esistenza che come tale rimase ed è tutt'ora nell'anonimato del suo operato... a volte non sono gli uomini a far dei santi... essi nascono e vivono nella piena anonimìa nella più grande umiltà... 


SIMPATICA NOVITÀ LA NOTIZIA HA RAGGIUNTO TUTTO IL MONDO CON LA FAMOSA PUBBLICAZIONE ANNUALE




Quel missionario cegliese dall’Amazzonia a... «Frate Indovino 2009»




Fra Martino fu tra i primi Cappuccini a partire

compagni frati Agatangelo, Domenico ed Ermenegildo



di DINO LEVANTE 

Dicembre è ormai al termine, e con l’ultimo mese esce di scena anche l’anno vecchio. Dicembre però è il mese dei calendari, di quei bei fogli colorati da appendere ai muri dell’intimità domestica. Ed ecco fresco di stampa certamente il più noto almanacco d’Italia, il calendario di Frate Indovino 2009. L’annuale pubblicazione umbra, fondata nel 1946 da fra Mariangelo da Cerqueto, nelle sue belle pagine vuole raccontare la storia dei cento anni della missione dei Cappuccini in Amazzonia. Narrare per immagini le vicende di quegli intrepidi missionari, rendendogli omaggio ad un secolo dal loro arrivo in quelle terre lontane, e a tutti gli altri che si sono succeduti. Il filo conduttore di questa edizione parte dal 1908, quando il ministro provinciale dei cappuccini dell’Um - bria, fra Giulio da Perugia, con il consenso di tutta la provincia chiese ai superiori dell’Ordine “una missione estera, fuori d’Eu - ropa, preferibilmente in America e, se possibile in Brasile”. I suoi confratelli, nel tempo, avevano già segnato con la loro opera missionaria, talvolta spinta sino al martirio, altre parti del mondo, compreso il Brasile. 

Il 30 giugno 1909, dal porto di Napoli, salparono per l’Amazzo - nia brasiliana i primi quattro missionari cappuccini, dove giunsero un mese dopo. Questi i loro nomi: fra Domenico Anderlini, fra Agatangelo Mirti da Spoleto, fra Ermenegildo Ponti da Foligno e fra Martino Galletta da Ceglie Messapica

Dunque un brindisino in terra di missione africana. Di lui si è persa quasi ogni memoria. Fra Martino, era nato a Ceglie Messapica il 18 maggio 1878, figlio di Francesco Galletta e di Domenica Vitali. Trascorsi i primi anni giovanili nel suo paese, a 25 anni vestì l’abito francescano nel convento cappuccino di Amelia (in provincia di Terni). Emessa la professione passò, con il compito d’in - fermiere, nel convento di Spoleto. 

Giunto in Amazzonia collaborò infaticabilmente alla nascita della missione “lui era il direttore dei lavori, lui era il muratore, il facchino, il cuoco; lui il catechista, il medico, tutto”, raccontano le cronache dell’e poca. 

Ma la sua forte fibra, dopo una decina d’anni, fu minata da un morbo spietato per cui, nel maggio del 1920, egli dovette tornare in Umbria per curarsi. Sembrò riprendersi, ma nel 1925 lo colpì una tremenda paralisi che lo rese immobile nel letto, dove trascorse altri dieci anni senza lamentarsi, restando tra il tempo e l’eter nità. Il 31 ottobre 1937, nel convento di Foligno, fra Martino Galletta da Ceglie Messapica, dopo atroci sofferenze e dopo aver chiesto perdono a tutti i suoi confratelli, “spi - rava la sua anima benedetta nel bacio del Signore”. 

Varrebbe la pena che questa meravigliosa figura di francescano fosse ricordata, magari con un convegno di studi o almeno intitolandogli una via.
postato da: johnnysi alle ore gennaio 06, 2009 12:48 | Permalink | commenti (10)
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mercoledì, 31 dicembre 2008

Caro Gesù bambino...


un anno sta passando e un'altro anno sta per nascere...mentre in tante parti del modo si festeggia, in tante altre si piange per l'orrore della guerra, mentre dappertutto si brinda al nuovo anno nella piena indifferenza alle grida degli innocenti...  in altre parti si brinda si... ma con il sangue..., mentre qui i ragazzini spaventano la cattiva sorte con i botti di capodanno in quelle parti si sentono solo botti di bombe e di cannoni   Caro Gesù bambino... ascolta questa preghiera... se questa guerra si deve proprio fare... fà che non la ricordi nessuno...!!!




 



Gesù piccino picciò, Gesù Bambino,

fa' che venga la guerra prima che si può.

Fa' che sia pulita come una ferita piccina picciò,

fa' che sia breve come un fiocco di neve.

E fa' che si porti via

la malamorte e la malattia,

fa' che duri poco

e che sia come un gioco.


Tu che conosci la stazione

e tutti quelli che ci vanno a dormire,

fagli avere un giorno l'occasione

di potere anche loro partire.

Partire senza biglietto,

senza biglietto volare via,

per essere davvero liberi

non occorre la ferrovia.



E fa' che piova un po' di meno

sopra quelli che non hanno ombrello

e fa' che dopo questa guerra

il tempo sia più bello.



Gesù piccino picciò,

Gesù Bambino comprato a rate,

chissà se questa guerra potrà finire

prima dell'estate,

perché sarebbe bello

spogliarci tutti e andare al mare

e avere dentro agli occhi, dentro al cuore,

tanti giorni ancora da passare.



E ad ogni compleanno

guardare il cielo ed essere d'accordo

e non avere più paura,

la paura è soltanto un ricordo.



Gesù piccino picciò,

Gesù Bambino alla deriva,

se questa guerra deve proprio farsi

fa' che non sia cattiva.

Tu che le hai viste tutte

e sai che tutto non è ancora niente,

se questa guerra deve proprio farsi

fa' che non la faccia la gente.

E poi perdona tutti quanti,

tutti quanti tranne qualcuno,

e quando poi sarà finita

fa' che non la ricordi nessuno.


postato da: johnnysi alle ore dicembre 31, 2008 23:41 | Permalink | commenti (5)
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